Il 30 luglio 1996, la ciclista azzurra Paola Pezzo, veronese allora 27enne, ha conquistato una storica medaglia d'oro nel cross country di mountain bike ai Giochi Olimpici di Atlanta.
Questa vittoria è rimasta leggendaria non solo per il valore atletico, ma perché ha segnato il debutto assoluto della mountain bike come disciplina olimpica.

La gara si è disputata al Georgia International Horse Park di Conyers in condizioni climatiche proibitive, con oltre 40 gradi di temperatura e il 98% di umidità.
La rimonta: Nonostante non partisse come la favorita assoluta e sia rimasta vittima di una caduta al primo giro combinata a un guasto meccanico che l'ha costretta a correre a piedi in salita, l'atleta veronese ha messo in atto una progressione straordinaria.
Il trionfo: Ha distanziato le dirette rivali, la canadese Alison Sydor e la statunitense Susan DeMattei, tagliando il traguardo in solitaria a braccia alzate.
Un fenomeno sportivo e culturale
Oltre al successo agonistico, quel giorno nacque un vero e proprio fenomeno mediatico. Subito dopo l'arrivo, sfinita dal caldo soffocante, Paola Pezzo si abbassò la cerniera del body per respirare meglio. Quell'immagine del décolleté abbinata alla sua cascata di capelli biondi e al fango della pista dominò le prime pagine dei giornali dell'epoca, sdoganando la popolarità della mountain bike in Italia.
Quattro anni più tardi, Paola Pezzo avrebbe completato il suo capolavoro replicando l'oro olimpico ai Giochi di Sydney 2000.
da facebook le biglie dei ciclisti
Questa vittoria è rimasta leggendaria non solo per il valore atletico, ma perché ha segnato il debutto assoluto della mountain bike come disciplina olimpica.

La gara si è disputata al Georgia International Horse Park di Conyers in condizioni climatiche proibitive, con oltre 40 gradi di temperatura e il 98% di umidità.
La rimonta: Nonostante non partisse come la favorita assoluta e sia rimasta vittima di una caduta al primo giro combinata a un guasto meccanico che l'ha costretta a correre a piedi in salita, l'atleta veronese ha messo in atto una progressione straordinaria.
Il trionfo: Ha distanziato le dirette rivali, la canadese Alison Sydor e la statunitense Susan DeMattei, tagliando il traguardo in solitaria a braccia alzate.
Un fenomeno sportivo e culturale
Oltre al successo agonistico, quel giorno nacque un vero e proprio fenomeno mediatico. Subito dopo l'arrivo, sfinita dal caldo soffocante, Paola Pezzo si abbassò la cerniera del body per respirare meglio. Quell'immagine del décolleté abbinata alla sua cascata di capelli biondi e al fango della pista dominò le prime pagine dei giornali dell'epoca, sdoganando la popolarità della mountain bike in Italia.
Quattro anni più tardi, Paola Pezzo avrebbe completato il suo capolavoro replicando l'oro olimpico ai Giochi di Sydney 2000.
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